a.s. 2001 - 2002

Scuola Primaria DON BOSCO

via Roma, 54-Tel. – fax 075 8010280

e-mail:  dir.bastiadonbosco@libero.it

N. docenti: 117

N. alunni: 1188 (di cui 23 stranieri)

Campo d'indagine: Gruppo-classe

Spazi: Aula o locale qualsiasi

Tempi: In orario scolastico antimeridiano o pomeridiano; sono necessari un minimo di 10 incontri per ogni gruppo; i primi incontri possono effettuarsi ogni settimana, poi ogni 15 giorni.

"GRUPPO D'INCONTRO"

 

Nel Piano dell'Offerta Formativa" del Circolo Didattico di Bastia Umbra sono inseriti i principi fondamentali citati nella "Carta dei Servizi" (art.. 3-30-33-34 della Costituzione Italiana) che sanciscono , fra gli altri, il principio di uguaglianza di tutti i cittadini ed il diritto ad una offerta scolastica aperta a tutti. A proposito di accoglienza ed integrazione, nel documento è sottolineato l'impegno nel promuovere concreti atteggiamenti di accoglienza nei confronti di tutti gli alunni e delle loro famiglie e l'impegno ad attivare strategie di integrazione relativamente a:

      Situazioni di disagio

      Situazioni di svantaggio

      Situazione di handicap

Per l'accoglienza e l'integrazione sono stati attivati, anche, "Gruppi di incontro".

SCELTE PEDAGOGICHE

I tempi in cui viviamo sono caratterizzati da una crisi profonda nel rapporto educativo con i giovani: la difficoltà di stabilire relazioni è tipica del modo attuale di vivere e non si comunica con facilità. Molti giovani non parlano dei loro vissuti, delle loro ansie, delle loro paure, né in famiglia, né a scuola, semplicemente perché non c'è chi li ascolta con attenzione. Tante ansie potrebbero essere "stemperate" e, se c'è qualcuno che ascolta e rassicura, si possono vedere le cose con maggiore lucidità.

" La colpa del disagio dei giovani è sicuramente nel mondo degli adulti; se un giovane non incontra una figura-guida nell'ambito familiare, rischia una condizione di disorientamento nel contesto della vita, ma ha ancora la chance di incontrare nella sua carriera scolastica qualcuno che possa indicargli un percorso educativo per la sua vita. Ma se anche questa occasione viene a mancare, il giovane affonderà sempre più nel suo disagio esistenziale fino a trasformarlo in qualche patologia comportamentale o sociale.

Il giovane necessita, nella sua formazione di adulti-guida in grado di trasmettere VALORI con l'esempio della coerenza e dell'autodisciplina. … La disciplina è una componente fondamentale dell'educazione, ma non l'unica; non si può trasmetterla a chi non la possiede se non si riesce a far comprendere la sua importanza e la sue efficacia, se non si è in grado di far assaporare i risultati concreti scaturiti da un metodo e di farne interiorizzare il senso come guida di un percorso di crescita." (da "L'empatia nel gruppo di incontro" di Vincenzo Masini).

La facilitazione dell’apprendimento è determinata anche dalla relazione insegnante-allievo. " ...La relazione insegnante-allievo è infatti più importante dei contenuti culturali, dei metodi di insegnamento, della capacità di apprendimento e del carattere degli alunni. Ciò è valido per qualsiasi materia di insegnamento, perché anche le discipline più piacevoli possono provocare rifiuto se l’alunno si sente incompreso o ingiustamente umiliato dal comportamento dell’insegnante nei suoi confronti..." (Thomas Gordon)

Anche C. Rogers pone al centro di tutto il processo educativo la relazione fra insegnante ed allievo "... fondata su stima e rispetto reciproci, in cui l’insegnante sappia essere se stesso, autentico in ogni momento del suo lavoro; l’allievo si senta accettato ed amato; l’apprendimento si attui in un clima di libertà, sia significativo, automotivato e basato sull’esperienza..."

RACCORDI DISCIPLINARI

Il parlare insieme ed il raccontarsi con il corpo e con l'espressione grafico-pittorica, coinvolge discipline a livello trasversale: Lingua italiana - Studi sociali – Ed. immagine – Ed. motoria 

Docente conduttore di gruppo

Cognome e nome

Materia d'insegnamento

GINOCCHIETTI GIOVANNA

Discipline SCIENTIFICHE

 Classi coinvolte

Classe

Numero degli alunni

CLASSE 4^ A

20

CLASSE 4^ B

19

CLASSE 5^ A

21

CLASSE 5^ B

20

 

Numero complessivo degli studenti partecipanti ___80____

Collaboratori interni alla scuola

Tipo di collaboratore

Cognome

Nome

Materia d’insegnamento

insegnante

FORMATO

ANTONIETTA

Discipline SCIENTIFICHE

insegnante

DRAGHINI

EMILIA

Discipline

LETTERARIE

insegnante

BAZZOFIA

CRISTINA

Sostegno

insegnante

GALLETTI

MARIANGELA

Discipline

SCIENTIFICHE

SCELTE METODOLOGICHE

Il "GRUPPO DI INCONTRO" è un metodo di relazione tra persone che aiuta a comprendere come sia possibile superare il disagio, entrare in confidenza, rispecchiarsi nell'altro e vicendevolmente crescere con la modalità del Circle-time (Metodo T. Gordon).

Il gruppo di incontro vive con al centro il concetto di empatia. Essa è la forma più alta di comunicazione tra uomini perché introduce l'interiorità della persona nell'esperienza soggettiva dell'altro con tutta la sua carica emozionale. Attraverso l'empatia è possibile cogliere ciò che l'altro vive nel momento in cui egli è di fronte a noi, comprendendo così qualcosa di lui: sentimenti, stati d'animo e di coscienza. La capacità empatica richiede un attento addestramento nell'ascolto dell'altro e la disposizione di accogliere il vissuto dell'altro.

SCELTE DIDATTICHE

L'educatore deve possedere competenze comunicative importanti: saper percepire il significato dato dall'altro al messaggio trasmesso, riuscire a cogliere il substrato di emozione presente nella comunicazione, cioè cogliere le emozioni specifiche del particolare vissuto del soggetto che ha di fronte. Insegnare a "sentire" gli stati d'animo, a "contenerli" e "gestirli", perché l'incapacità di vivere pienamente emozioni e sentimenti, di riconoscerli dentro di sé e divenirne padroni chiude le persone in una grande solitudine.

 

  • Modalità: Circle-Time (metodo T. Gordon) – Giochi di interazione

Campo d'indagine: Gruppo-classe

Contenuti specifici :

      Prendere coscienza del "concetto di sé"

      Prendere coscienza del "sé ideale"

      Prendere coscienza dei propri sentimenti e delle proprie emozioni

      Saper identificare gli stati d'animo

      Saper risolvere alcuni problemi senza l'assistenza di un adulto (problem solving)

      Favorire la comunicazione nella classe

      Parlare di sé, dei propri vissuti per riconoscere emozioni e sentimenti

      Raccontarsi parlando

      Raccontarsi con materiale vario

      Raccontarsi con il movimento

      Tener conto dei sentimenti e dei pensieri dell'altro

      L'autocontrollo

DESCRIZIONE DELL’ESPERIENZA

A seguito, della Direttiva 600/96 il Provveditorato agli Studi di Perugia ha realizzato, nel corso dell'anno scolastico 1996/97, il Corso di formazione / aggiornamento, per referenti di Educazione alla Salute, per ogni ordine di scuola, "PREVENIRE E’ POSSIBILE", progettato e tenuto dal Prof. Vincenzo Masini (docente di psicologia sociale, direttore della scuola di formazione degli operatori della Comunità Incontro, professore a contatto presso le Università di Palermo, Trapani, Roma e Università Pontifica Salesiana).

Il progetto del Prof. Masini, che opera utilizzando la tecnica di COMUNICAZIONE GRUPPALE, è presente in 80 scuole italiane e si basa sul GRUPPO DI INCONTRO. E’ stato applicato in contesti extra - scolastici, all’interno di associazioni sportive, culturali e religiose, in aziende, in servizi, all’interno di circoscrizioni con adolescenti ed adulti.

Il corso di formazione per docenti è stato il 1° in Italia nel ‘96.

Il metodo di prevenzione fondato su Gruppi di Incontro si è costituito mentre in Italia si sviluppava un grande dibattito intorno alla Legge sulla Droga e ha avuto un primo riscontro in quanto dichiarato dalla legge 162/90: "...gruppi di almeno 20 studenti anche di classi e corsi diversi, allo scopo di far fronte alle esigenze di formazione..."

Obiettivo del percorso educativo è stato quello di trasmettere agli insegnanti strumenti per la loro conduzione. Dai Gruppi di Incontro si possono cogliere gli effettivi bisogni dei giovani.

Il "Gruppo di incontro" è uno strumento educativo in cui i componenti stanno insieme come persone, parlando di sé, dei propri vissuti e facendo venir fuori lo spiacevole del vissuto per non farlo stratificare.

Nel gruppo si crea EMPATIA , la forma più alta di comunicazione fra gli uomini.

Fare gruppo è imparare a conoscere se stessi, imparare a conoscere gli altri, imparare a conoscere i sentimenti, imparare a diventare amici.

Il ruolo del conduttore nel gruppo

Il ruolo del conduttore nel gruppo ha la funzione di un portiere durante una partita di calcio: attento, pronto ad intervenire ove ve ne sia bisogno, ma fermo tra i pali della porta. La sua migliore performance è quella di essere talmente dentro il gruppo da risultare invisibile. Questo ruolo è per molti, specialmente per gli insegnanti, molto difficile, in quanto abituati a parlare e ad essere al centro dell’attenzione per ore.

Per ascoltare è necessario far parlare gli altri e, dunque, saper tacere.

Il lavoro nel gruppo parte dal momento del silenzio. Il conduttore invita il gruppo ad osservare un momento di silenzio prima di iniziare a parlare. Questo invito non ha niente a che fare con le tecniche di meditazione o di training. Permette semplicemente di indurre a facilitare, in modo consapevole in se stesso, uno spazio psicologico utile all’ascolto dell’altro.

Emerge il sentimento presente che ognuno si trova a vivere.

Un momento di silenzio favorisce la presa di contatto con se stessi.

Il silenzio ha poi un motivo pratico: sancisce l’inizio dell’incontro.

Mettersi in gioco, raccontare la vita

Mettersi in gioco vuol dire mettersi alla pari con l’altro senza assumere atteggiamenti di chi "sa", di chi ne sa "di più".

Dall’ascolto reciproco ciascuno percepisce empaticamente l’altro, riconosce nell’altro sentimenti che egli stesso vive o ha vissuto: il fatto di essere accomunati dalla stessa esperienza emozionale crea la sintonia che sta alla base del legame interpersonale.

Il Gruppo di Incontro può durare 1 ora o 1 ora e 1/2, non di più.

Può avere una cadenza settimanale o quindicinale.

Il conduttore deve far sì che tutti si esprimano.

L’esperienza di un "Gruppo di Incontro" è un orientamento solo temporaneo, ma può costituire l’innesco di una dinamica interiore e relazionale che, nella continuità successiva, fornisce ai soggetti capacità e strumenti per vivere meglio nel mondo.

La finalità di tal tipo di orientamento educativo non è quella di costruire persone da inserire nel mondo, ma solo quella di offrire strumenti per imparare a vivere nella complessità contraddittoria del mondo che ci circonda, perché gli individui:crescono in gruppo (famiglia);studiano in gruppo (classe);lavorano in gruppo (équipe);si raggruppano per le festività;si ritrovano per le vacanze; celebrano insieme momenti importanti della vita; governano in gruppo.

Per gestire un "gruppo" non servono competenze psicologiche specifiche, ma ESSERE SE STESSI, togliere maschere, corazze ed avere DISPONIBILITA’ interiore.

Affinché questo Progetto possa estendersi occorrono persone disponibili a prevenire e combattere il disagio, a insegnare come gestire l’insuccesso, per star bene a scuola ed educare all’ascolto.

La scuola deve uscire dalla formula statica e tradizionale e diventare una SCUOLA RELAZIONALE.

Spazi: Aula o locale qualsiasi

Tempi: In orario scolastico antimeridiano o pomeridiano; sono necessari un minimo di 10 incontri per ogni gruppo; i primi incontri possono effettuarsi ogni settimana, poi ogni 15 giorni.

Valutazione dell’attività

Le classi in cui sono stati attivati i "Gruppi di Incontro" avevano anche alunni di culture diverse; le conversazioni, il parlare insieme, seguendo certe regole, hanno prodotto "benessere" nei partecipanti.

Sono stati veicolati valori.

Le insegnanti e gli stessi alunni hanno valutato e verificato un miglior clima relazionale nella classe.

I Gruppi di incontro sono stati attivati in classi del Circolo Didattico di Bastia  Umbra ed inseriti nella programmazione di classe e di plesso negli anni scolastici: 1997-1998; 1998-1999; 1999-2000; 2000-2001.

 

Ins. Giovanna Ginocchietti